venerdì 2 ottobre 2009

Giornata dello sport... apriamo un dibattito?


Ho una figlia in quinta elementare quindi ho partecipato a quattro giornate dello sport e le perplessità provate la prima volta sono perdurate nel tempo. Ne ho parlato in sede di riunioni di classe con gli altri genitori e con le insegnanti e ne è venuto fuori che è troppo complicato cercare di cambiarne l'organizzazione e ... prendiamoci quello che ci è dato senza stare troppo a discutere, ma... finalmente è nato un blog!!!!

PERPLESSITA':
"la nostra scuola promuove lo sport":
credo che lo sport vada promosso con un' attività reiterata nel tempo e non solo occasionale.
PROPOSTA:
che la giornata dello sport possa diventare la conclusione di un percorso di avvicinamento dei bambini a tutti gli sport praticabili in un campo di atletica ( dato che li' si va a finire!) attraverso l' incontro con atleti o istruttori in seminari organizzati nell' arco dell' anno scolastico. credo che mobilitando le nostre conoscenze potremmo trovarli anche sotto forma di "volontari"...
TROPPO COMPLICATO?
PROPOSTA2
che quel giorno i bambini possano incontrare dei professionisti dell' atletica (la spiegazione di un' insegnante di scuola elementare che dice che per fare il salto in lungo devi appoggiare il piede in un punto e saltare il più lontano possibile ha poco a che fare con il gesto atletico che siamo abituati a vedere in TV e che richiede anni di perfezionamento su una tecnica ben precisa!)

PERPLESSITA'
Altro argomento particolarmente delicato di questa giornata è quello legato alla COMPETIZIONE: non è vissuta bene da tutti i bambini, anzi in alcuni casi può diventare fonte di imbarazzo o peggio vera e propria frustrazione anche perchè non dimentichiamoci che il tutto viene svolto di fronte a un pubblico di genitori , fatto che potrebbe rendere ancora più vulnerabile chi ha già insicurezze da questo punto di vista.
PROPOSTA
Eliminiamo la gara che può andare bene solo per alcuni e proponiamo delle lezioni sulle varie specialità atletiche (corsa, salti, lanci...)

PERPLESSITA'
I bambini DISABILI?
A quanto mi risulta( ma spero di essere smentita) negli anni precedenti non è stato preparato un piano di integrazione di questi bambini a questa giornata. So di genitori che li hanno tenuti a casa per evitargli il disagio di rimanere " parcheggiati" mentre i compagni saltano e corrono...
PROPOSTA
pensiamoci per tempo! valutando caso per caso si può proporre un bel percorso anche per loro...esistono anche le paraolimpiadi!!!

PERPLESSITA'
Ho scoperto da un' insegnante che chiedeva le mie impressioni su questa iniziativa che suddetto progetto ha un COSTO non irrisorio sul sempre più magro budget scolastico...
Considerate che solo di pullman partono circa 2000 euro ( dati da noi genitori) più quelli che ci mette la scuola( forse la dirigente può quantificare questa spesa)... mi chiedo: MA NE VALE LA PENA? O forse la nostra scuola ha altre priorità, come ad esempio quella di permettere ai nostri figli di accedere a un laboratorio di informatica funzionante?

Attendo i vostri pareri e spero se ne possa discutere nella prossima riunione del comitato dei genitori...
Carlotta Bortesi

3 commenti:

  1. La nostra classe ha sempre partecipato a questa giornata dello sport. Credo, che come tutte le cose, dipenda molto da chi si è seguiti ma d'altra parte sarà così sempre nella loro vita di ragazzi e poi di adulti (sia per la scuola che poi per il lavoro). Certo ha un costo come lo hanno tutte le altre attività, gite etc... che io però tenterei di mantenere il più a lungo possibile. Si potrebbe forse proporre di evitare la corriera privata. Per quanto riguarda la competizione io ho notato che tra loro non ce n'è affatto e il tutto si risolve in una gran risata e comunque, per lo meno in classe nostra, se un bambino non voleva gareggiare non era di certo obbligato. I bambini da noi sono seguiti dall'inizio dell'anno e vengono preparati certo non come atleti ma stimolando il loro interesse verso l'atletica. Per quanto riguarda i disabili la nota è più che positiva! Noi in classe abbiamo Federico che non può camminare ed era emozionante vedere come tutti i bambini a turno lo aiutassero a fare gli esercizi. Che dire, io porto solo la mia esperienza, ma ripeto credo che tutto dipenda un po' dalle insegnanti e dai genitori da cui è circondato. Valentina Ferlan (mamma IIID)

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  2. Visto che sul blog e nelle riunioni del coordinamento si fa un gran parlare del progetto della "Settimana dello Sport", per rispetto delle insegnanti che ci lavorano con passione da dieci anni, anche laureate IUSM, e dei 500 alunni circa con relative famiglie che vi partecipano ogni anno, permettetemi di fare qualche precisazione. Il progetto "Settimana dello Sport" nasce nel 1988 con l'intento di promuovere maggiormente nella nostra scuola l'educazione motoria tra gli insegnanti, verso gli alunni: 50 minuti a settimana di palestra (questo è il vero problema!!!) spesso saltati per "diversi motivi", non aiutano di certo la loro crescita armoniosa, soprattutto di coloro che stanno a scuola per 40 ore settimanali. La proposta di attività ludiche e propedeutiche alle varie discipline sportive, adeguate all'età, che le organizzatrici del progetto rivolgono ai bambini, attraverso le insegnanti di educazione motoria di classe, non è mai stata intesa come preparazione di futuri atleti bensì come occasione per far frequentare più assiduamente la palestra: per allenare, provare le coreografie, disputare le partite dei vari tornei... I veri obiettivi sono quelli di creare momenti sereni di vero gioco, in cui condividere la fatica di migliorarsi e di riuscire, nel rispetto delle potenzialità proprie e altrui e momenti di impegno nelle attività proposte che si concludono nella gioia di vivere una bella giornata all'aria aperta. Se nei primi anni del progetto è stato più difficile trasformare lo spirito di competizione in sano spirito sportivo, oggi, questo è il risultato raggiunto che noi organizzatori apprezziamo di più. Durante i tornei di palla rilanciata o di basket o di baseball o pallavolo, c'è lo spirito giusto di chi vuole divertirsi insieme ai compagni. I bambini diversamente abili, con il supporto dei docenti e del gruppo classe, sono sempre integrati nei giochi e nelle attività e mai nessuno, di noi promotori, ha detto ai genitori di trattenerli a casa, né durante la preparazione dei giochi e delle attività nel corso dell'anno né tanto meno durante la settimana a Caracalla. Vorrei smentire anche chi sostiene che è un progetto caro per le tasche dei genitori. L'unica spesa è il pullman per arrivare al campo sportivo: campo sportivo che il CONI ci offre gratuitamente da sempre! Raggiungibile con l'autobus 75. Le medaglie consegnate a giugno a tutti i partecipanti, infine, sono offerte ogni anno gratuitamente da sponsor che ci permettono di concludere in modo gioioso la manifestazione. Certamente nessun insegnante è obbligato a partecipare a questo progetto, approvato ogni anno dal Collegio dei Docenti, adottato dal Consiglio di Circolo e sostenuto finanziariamente dalla Contrattazione interna alla scuola, ma la vera democrazia vorrebbe che chi crede nello sport e in questo mezzo educativo, sia libero di usufruirne o di adoperarsi per offrire questo servizio ai bambini della nostra scuola, sicuramente sempre suscettibile di miglioramento! Angela Vanini (referente del progetto)

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  3. Sulla settimana dello sport ho deciso di chiedere un parere a mia figlia, visto che quest'anno non ho avuto l'occasione di seguirla nel giorno fatidico dell'evento. Le ho chiesto, ti è piaciuta la giornata allo stadio di Caracalla? Risposta: "Sì, perché ci hanno dato le medaglie, anche se sono arrivata ultima nella gara di corsa. Ci siamo divertiti tanto". Detto questo, è bene che noi adulti discutiamo sul significato di queste manifestazioni, su come vanno preparati i bambini e sugli aspetti organizzativi delle giornate, esprimendo i nostri punti di vista. Conta molto di più, tuttavia, come i nostri figli vivono questa esperienza. Essere arrivati ultimi ed essere lo stesso contenti per me era il risultato più bello. Giuseppe Pignatti (papà IIC)

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